Squarci
Tornano alla mente i fallimenti Squarci che tagliano la mente Come altipiani interrotti Da brevi depressioni Dove i bivacchi caldeggiano l’alba

diario letterario
Divenire umani L’obiettivo della notte Istantaneità calda Per venirsi incontro Schierando le truppe Sul confine da dove Osservare quel limite Che non coincide
Siamo in attesa che qualcuno Ci poggi una mano sulla spalla E ci rassicuri sul nostro futuro Ma nessuno viene dall’ombra A curare i danni che procuriamo A noi stessi con parole sottovoce Da una confessione stragiudiziale
Poi morire sorridendo Per i giorni di guerra o Per quelli d’incursione In una fitta boscaglia Sulla quale si fermano Le nuvole sparpagliate Entrare nella morte vivi Questo scorre nel cielo
All’ultimo stadio della filigrana Vi è una sorgente di acqua abbondante Che mente su se stessa anche se dura Oltre misura fino a che non si secca Come esiste ogni rancore in natura Dalle celebrazioni dei sarti insoddisfatti
Innamorarsi È come una luce del sole nella tempesta Che placa ogni cosa Anche se non è manifesta
Essere di qualcuno è appartenere all’istante in cui ci si è incontrati ma soprattutto è appartenere all’istante in cui ci si è lasciati