Guardarci
C’è qualcosa di spalancato E disperato nel guardarci Il solo cunicolo di cui disponiamo Per incontrarci

diario letterario
Quel che temo Compiaciuto È l’attrazione Le calamite non hanno filtri Cercano e prendono quel che vogliono
L’anno prossimo Verremo tutti Alla notte dei falò Ci saremo Anche se non sarà possibile Verremo con l’auto di Antonio O qualcun altro guiderà Ci fermeremo per strada Prima di rientrare a casa Per continuare a ballare E a cantare Intorno al falò Che brilla insensato Nella notte vigile Alberata sola
Rompere un bicchiere Come sottrarre una vita Decurtarne l’integrità E fingere che domani Sia uguale a ieri sempre Sempre uguale Finché morte non ci separi
Tumida bestia A chi hai tolto Le castagne dal fuoco? Non a me che non c’ero Né ai fratelli siamesi Tu hai offeso il buon senso Il grande arazzo luminoso Che si tempera nelle cuciture Dove è scritto Tutto quel che non può essere detto