Ci prendiamo quello che c’è da prendere
Lo rigiriamo tra le mani fino ad addomesticarlo
Ne parliamo fuori all’abbazia con il sapore del vento
Diciamo forza noi e sorridiamo per Michele scomparso
Al quale telefoniamo ogni tanto alla medesima ora
La sua autovettura attraversa le pareti dell’antico
E siede come un ospite desiderato tra il pubblico
I morti non vanno via si dedicano alla cultura estetica
Abbelliscono i visi delle persone amate mentre dormono
Per non spaventarle pettinano i loro capelli d’oro
Solo chi è abituato a guardare la morte se ne accorge
Vede come diventano insensibili al rumore quei visi
Preservati da uno specchio senza risposte
