Tutto si scompone e s’invera
Nella debole spietatezza dei corpi
Gocce di collirio cadute dal cielo
Sopraggiunti a stazioni di vento
Dove ci si lascia ed incontra
Senza alcuna lucida fermezza
Quando tutto questo sarà chiaro
Trasmetteremo altrove le finestre
I covi arbustici delle inquietudini
Perché vedremo resosi evidente
Che un colpo di pistola risveglia
Dalla notte trascorsa a vagare
In cerca di una rivelazione irrelata
A cui potremo invano contribuire
Scalando l’apice che ci disarma
Sottoscritto un armistizio lacero
