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26 giugno 2015. Serata con Filippo La Porta

Photo Antonio Citrigno

La moralità del jazz, Viaggio affabulatorio-musicale tra scrittori e poeti del '900


Da Scott Fitzgerald a Kerouac e Toni Morrison, da Marinetti e Savinio a Fenoglio, da Boris Vian a Céline e Sartre, da Cortazar a Murakami, affiorano i contorni una possibile moralità e "filosofia" del jazz, che consiste nel "senso di imminente pericolo"(Bontempelli), nel rischio e nella libertà disciplinata dell'improvvisazione. L'incontro prevede una decina di brani musicali - standard e composizioni originali - collegati da raccordi letterari, brevi commenti e libere divagazioni. Mentre la "affabulazione" viene scandita da quattro sentimenti o tonalità affettive, cui corrispondono quattro diverse parti dello spettacolo. Felicità (gioia dei sensi, utopia, innamoramento); Gioco (scherzo, parodia, goliardia); Malinconia ("gioia di essere tristi" -V.Hugo-); Rabbia (rivolta, protesta, invettiva).

Sestetto Jazztales

Filippo La Porta, percussioni e voce recitante; Marcello Rosa, trombone; Marco Siniscalco, contrabbasso; Andrea Verlingieri, sax tenore e soprano; Paolo Tombolesi, pianoforte; Luca Ingletti, batteria.

Filippo La Porta, percussioni e voce recitante. Ha studiato percussione a Cuba e negli Stati Uniti con i migliori percussionisti. Suona congas, bongò, timbales, chequere, guiro. Ha formato vari gruppi di jazz afrocubano e salsa, a partire dagli anni ’80, tra cui “Diapason” che partecipò al film “Caro diario” di Nanni Moretti. Ha partecipato al festival jazz a Singapore e a varie rassegne. Saggista e critico letterario, autore di numerosi libri e collaboratore di quotidiani e riviste.

Marcello Rosa, trombone, direttore artistico, è uno dei pionieri del jazz italiano, trombonista, compositore, arrangiatore, scrittore di testi, ideatore e conduttore di programmi radiotelevisivi, è nato ad Abbazia e risiede a Roma. La sua lunghissima carriera (ha debuttato nel 1954) è densa di avvenimenti positivi. Il suo stile profondamente ispirato al jazz tradizionale, spazia verso concezioni originali che gli hanno valsa l'ammirazione di tanti illustri colleghi, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione del jazz in Italia. Ha fatto parte della Roman New Orleans Jazz Band e della "Seconda Roman". Ha suonato con Trummy Young, Peanuts Hucko, Earl Hines, Albert Nicholas, Bill Coleman, Milton Jackson, Lionel Hampton, Slide Hampton e molti altri. Innumerevoli sono i concerti e i festival a cui ha partecipato, con i suoi gruppi o come solista ospite, in Italia e all'estero dove ha rappresentato il nostro Paese in numerose manifestazioni internazionali. Ha partecipato ad alcuni importanti festival del jazz, tra i quali quello internazionale di Comblain - La Tour (per quattro anni consecutivi), dove è stato l'unico esponente del jazz tradizionale italiano ad essere invitato come solista (1965). Ha fatto il dj alla RAI ed anche il collaboratore a programmi radiofonici di jazz. Nel 1984 ha ricevuto il premio RAI Radiouno "30 anni di jazz". Nel '92 ha fatto parte della Grande Orchestra Nazionale di Jazz e nel '93 ha ricoperto la carica di presidente dell'Associazione Nazionale Musicisti Jazz. Premio Colonna Sonora '87 "Ente dello Spettacolo"; Premio Personalità Europea '97 (Centro Europeo per il Turismo).

Marco Siniscalco, contrabbasso. Bassista, arrangiatore, compositore ha lavorato e collabora stabilmente con numerosi artisti della scena jazz e pop tra cui Javier Girotto (con Aires Tango e Six Sax), Fabrizio Bosso, Gegè Telesforo, Antonello Salis, Paul McCandless, Paolo Silvestri, Paolo Di Sabatino, Kenny Wheeler, Dave Samuels, Marcello Rosa, Paolo Fresu, Enrico Rava, Horacio “El Negro” Hernandez, Randy Brecker, Dick Halligan, George Garzone, Tony Scott, Giovanna Marini, Barbara Casini, Chiara Civello, Eumir Deodato, Carmen Consoli, Fiorella Mannoia, Il Volo, Alex Baroni, Peppe Servillo, Antonella Ruggiero, Marina Rei, Paola Turci, Claudio Baglioni, Gianni Morandi. Ha collaborato con varie orchestre (tra cui l’Orchestra RAI) dirette da Gianni Ferrio, Pippo Caruso, Renato Serio, Riz Ortolani, Germano Mazzocchetti e Peppe Vessicchio, accompagnando artisti come George Benson, Michael Bolton e Celine Dion. E' attualmente leader e co-leader di vari progetti personali, tra cui Partenope con Antonella De Grossi e RadioTrio con Enrico Zanisi e Emanuele Smimmo. Insegna al Conservatorio “Licino Refice” di Frosinone, al Conservatorio “Alfredo Casella” di L'Aquila e al Saint Louis Music College di Roma.

Andrea Verlingieri, sax tenore e soprano. Intraprende lo studio del sax presso il conservatorio di Benevento, dove si diploma con il massimo dei voti. Attraverso la collaborazione con l’orchestra jazz del conservatorio scopre la sua grande passione e predilezione per questo genere musicale. Nel 2007 vince l'audizione per la Saint Louis Big Band con la quale partecipa ad Atina Jazz, Villa Celimontana con ospite Marcello Rosa e Susanna Stivali, Jammin Jazz Festival all'Auditorium Parco Della Musica, Tolfa Jazz con il sassofonista argentino Javier Girotto e Umbria Jazz Festival nel 2011. Tra i progetti attuali si segnala l' Enrico Olivanti Quintet, con il quale incide gli album "Sovrumani Silenzi" nel 2010 e "Il Pensiero Positivo" nel 2012. Con il Dora Sisti Quintet con il quale incide l'album "Mai prima D'ora" e con cui partecipa al Festival Mozartiano di Chieti e al Fara Music Festival. Inoltre è il primo sax tenore della Exit Orchestra di Roma, con la quale incide l'ultimo lavoro discografico di Marcello Rosa: NumberOne, con Max Ionata, Fabrizio Bosso, Elvio Ghigliordini, etc. Partecipa come solista alla trasmissione RAI "Premio Roma 2009", al programma "Insegnami a sognare" condotto da Pino Insegno nel 2011 e al programma “Altrimenti ci arrabbiamo” condotto da Milly Carlucci nel 2013.

Paolo Tombolesi, pianoforte. Si è diplomato in pianoforte e in jazz presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone, ed ha perfezionato i suoi studi frequentando corsi e seminari, in Italia e negli Stati Uniti. La sua lunga attività musicale, sia come pianista che tastierista, si è svolta prevalentemente in ambito jazzistico, senza disdegnare escursioni in altri territori musicali, collaborando con innumerevoli musicisti italiani e americani. Ha partecipato alla registrazione di oltre venti dischi, e attualmente, oltre a essere coinvolto in diversi progetti musicali, dirige un proprio trio. Sue composizioni sono state pubblicate nell’antologia “Italian Jazz Real Book” (Carish, 2005). Attivo anche sul fronte della didattica musicale da circa venticinque anni, è attualmente titolare della cattedra di “Tecniche di improvvisazione musicale” e coordinatore dei corsi di jazz del Conservatorio di Frosinone.

Luca Ingletti, batteria. Iinizia i suoi studi musicali iscrivendosi al Conservatorio di Musica di Frosinone presso il quale consegue il diploma in “Strumenti a Percussione”. Svolge intensa attività musicale sia nel settore jazzistico che in quello lirico sinfonico. Ha iniziato la professione di batterista nell’ambito delle musica jazz sotto la guida del M° Gerardo Iacoucci collaborando con numerosi professionisti quali Lilian Terry, Amedeo Tommasi, Gianni Oddi, Francesco Cantucci, Roberta Voltolini, Kay McCarthy, Nicola Piovani, Vic Damone, Willie Littlefield, Massimo Urbani, Michele Iannaccone, Sal Nistico, Harvey Schwartz, Gary Bartz e Dizzy Gillespie.

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