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La cura

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In principio di ogni cosa c'è la cura: cura di se stessi e cura degli altri. Questo mi hanno insegnato, questo ho trasmesso. Non si può aver cura degli altri, se non si ha cura di stessi, della propria mente, del proprio corpo, delle proprie abitudini mettendole a soqquadro, di ciò che non è proprio. Pagina sulle pagine, da sfogliare lentamente. Chi ha cura di se stesso riordina, abilita, invera, scrive una storia delicata, ha nell’armadio i colori dell’arcobaleno, negli abiti i profumi della virtù. L’eco del cacciatore insegue la notte, sparando al fuoco che brucia il taglio del bosco. Chi ha cura di se stesso si circonda dell’abbraccio degli altri, non può fare a meno di loro, come un completamento del giro sui tornanti prima di arrivare in vetta. Affiora dalla dimensione ingrigita dell’esistenza un colpo ricorrente, superiore all’ascolto. Un colpo che significa vincersi e giovare. Quell’atto d’amore noi lo chiamiamo la cura.

 

Commenti   

# "Io abbraccio tutti"Maria 2018-12-30 17:34
(2) ...Fu allora che gli venne in soccorso la tua mano: gli porgesti un bicchiere d’acqua. Gli occhi di tutti erano fissi sull’incontro tra le vostre mani alidicolomba. Shlomo sorrise, grato, con la stessa luce che ha il sole quando appare tra le nubi. I vostri occhi si posarono gli uni nel porto sicuro degli altri. Dal pubblico, si levò la voce di un ragazzo: “Ma Lei, oggi, come fa ad avere ancora fiducia nell’uomo?”. Lui spalancò le braccia, il bicchiere ancora tra le mani : “Io abbraccio tutti”.
# "Io abbraccio tutti"Maria 2018-12-30 17:34
(1) Era una mattina molto fredda quella del 18 Febbraio 2008. Shlomo Venezia, al Teatro Comunale, raccontava la sua storia nella Storia nell’inverosimile silenzio degli alunni dei vari Istituti intervenuti. Si era al cospetto del sacro, perché Shlomo raccontava l’orrore con un garbo che apparteneva solo a lui: salvaguardare l’umano. Cercava di evitare che il dolore straripasse, lo conteneva dentro di sé per non turbare i ragazzi. Quando si sentiva sopraffatto, cercava Marika -sua moglie- con lo sguardo, e la forza di quell’Amore gli donava di nuovo il respiro. Ad un tratto, però, si interruppe, provato dal dolore e dal freddo...

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Il Blog di Felice Casucci

Presidente della Fondazione Gerardino Romano

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"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.