Piazzetta G.Romano, n.15, 82037 Telese Terme, BN  P.I.01283530622

Il secondo presente che non esiste

Valutazione attuale:  / 3
ScarsoOttimo 

 

Abbiamo fatto i moralisti e non ce lo potevamo permettere

Abbiamo varcato soglie che non avremmo dovuto varcare

Abbiamo agito nel sentimento comune, quando il nostro errore di compiacenza era evidente

Abbiamo replicato invece di emendare, manifestato invece di tacere

Abbiamo cercato la cavità terrena, sacrificato il femminino e la grande madre

Abbiamo postato il libero arbitrio, mentre dentro di noi il destino scavava una strada cieca

Abbiamo gioito con la dimenticanza, istruito con la fame dei guitti

Abbiamo segnato a dito la bellezza per vederla sparire lentamente

Abbiamo osteggiato quel che avevamo e creduto all’annuncio d’una nuova vita

Abbiamo soffocato le grida d’aiuto, dopo aver chiesto inutilmente aiuto

Abbiamo partecipato alla chiesa del capo chino e delle preghiere, in fondo alla sala monumentale un registratore di cassa elevava le sue lodi al cielo

Abbiamo pensato che “un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera”

Abbiamo atteso la cavalleria per un riscatto che non è mai venuto

Abbiamo invocato un secondo presente, che non esiste, come dice la scienza esatta

Abbiamo lasciato agli occhi i capelli dell’amore, ora ce ne facciamo merito

Abbiamo ridotto il vocabolario a tre frasi, mimando le mancate risposte

Abbiamo resistito su una sedia di confino, vecchi delle nostre parole

Abbiamo trattenuto e asperso fino all’ultimo respiro d'umanità

Abbiamo covato l’uovo dell’amarezza per vederlo schiudersi da solo

Abbiamo investito i risparmi nell’isola che non c’è, quando ci è apparsa li avevamo perduti

Abbiamo eretto dimora con i tramezzi del cielo, le poesie, la polvere e le onde

Abbiamo lavorato, questo sì, a favore di una moltitudine che ci era nemica

Abbiamo temuto l’ansia di conservare il coraggio per i giorni migliori

Abbiamo provato e non è bastato, provato a chiedere conto della pena che ci tiene

Abbiamo umiliato l’umiltà, l’abbiamo sedotta con il fascino d’un volgersi altrove

Abbiamo rallentato, ma non è servito, perciò abbiamo ricominciato di fretta

Abbiamo ricominciato dove c’eravamo fermati, in un garage, da Carmine

Abbiamo ascoltato e tutto è coinciso, eravamo noi e un bacio d’addio

 

 

You have no rights to post comments

Il Blog di Felice Casucci

Presidente della Fondazione Gerardino Romano

Accedi

"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.