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“Il Codice delle Leggi leuciane, una rivoluzione senz’armi tra seta e uguaglianza”

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Il contributo della prof.ssa NADIA VERDILE

Martedì 10 ottobre, alle ore 14:00, presso il plesso didattico di via Calandra, l’insegnamento di “Diritto e Letteratura”, tenuto dal prof. Felice Casucci, nell’ambito del Corso di Studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi del Sannio, ospita il contributo della prof.ssa Nadia Verdile, dal titolo: “Il Codice delle Leggi leuciane, una rivoluzione senz’armi tra seta e uguaglianza”.

Nel gennaio 1789, venne pubblicata nella Stamperia Reale, in soli 150 esemplari, l’Origine della popolazione di S. Leucio e suoi progressi fino al giorno d’oggi colle leggi corrispondenti al buon governo di essa, un’opera di straordinaria modernità che andava a codificare i comportamenti della popolazione di San Leucio, borgo dichiarato in quell’anno «Colonia Reale». Quest’angolo del Regno divenne, per alcuni anni, l’avamposto dell’utopia sociale e dell’azione del dispotismo illuminato, poiché San Leucio fu un insediamento manifatturiero realizzato con l’intento di migliorare le condizioni economiche dello Stato, grazie ad un programma produttivo in grado di esportare il manufatto fuori dal Regno e di consentire, ad ogni livello sociale, una distribuzione equa e innovativa di redditi e di ricchezza. Il Codice, articolato in cinque capitoli e ventidue paragrafi, una rivoluzione giuridica in chiave di genere, porta la firma di Ferdinando IV di Borbone, anche se è espressione della cultura e del pensiero politico di Carolina.

 Nadia Verdile, scrittrice e giornalista, collabora con il quotidiano «Il Mattino». Ha diciassette libri all’attivo, molti suoi saggi sono stati pubblicati in riviste nazionali ed internazionali. Relatrice in convegni e seminari di studio, come storica, da anni, dedica le sue ricerche alla riscrittura della Storia delle Donne collaborando con la Fondazione Valerio per la Storia delle Donne, la Colorado State University per il progetto Female Biography Project, la Società per l’Enciclopedia delle donne. È direttrice della collana editoriale “Italiane” edita da Pacini Fazzi di Lucca. A ricevuto alcuni premi, nel 2016 il Premio Venere Sinuessana, per la promozione culturale nel territorio e per l’impegno giornalistico a difesa dei beni culturali.

"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.