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"Diritto e paura: la sepoltura prematura tra topos letterario e problema giuridico"

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Il contributo della prof.ssa CRISTINA CIANCIO

Martedì 26 settembre, alle ore 14:00, presso il plesso didattico di via Calandra, l’insegnamento di “Diritto e Letteratura”, tenuto dal prof. Felice Casucci, nell’ambito del Corso di Studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi del Sannio, che quest’anno è dedicato a “Il volto umano del diritto”, ospita il contributo della prof.ssa Cristina Ciancio, docente di Storia dell’esperienza giuridica nel medesimo Ateneo, dal titolo: “Diritto e paura: la sepoltura prematura tra topos letterario e problema giuridico”. 

Nella seconda metà del XVIII secolo l’Europa venne investita da un’ accesa querelle sui rischi di sepolture premature dovute all’incertezza dei segni della morte in seguito alla pubblicazione nel 1742 dell’opera dell’anatomista Jacques Bénigne Winslow dal titolo Mortis incertae signa. L’opera combinava dati e analisi scientifiche con una notevole mole di terrorizzanti racconti di episodi di errori diagnostici che avevano nel corso della storia portato a sepolture premature solo in alcuni casi, e in modo fortuito, scongiurate all’ultimo momento. In essa si sosteneva pertanto l’assoluta necessità di attendere segni conclamati di putrefazione prima di procedere alle inumazioni, non essendo disponibile nessun altro modo certo per assicurarsi del decesso. Il tono drammatico e lo stile ansiogeno con cui l’autore indugiava in questi racconti, contribuirono ad una circolazione dei temi dell’opera tra l’opinione pubblica di tutta Europa fino a raggiungere anche il Nord America. Un tema che nutrì la nascente letteratura gotica, e che a sua volta da questa venne nutrito, e che, però, oltre a coinvolgere con forza la società ad ogni livello, si impose all’attenzione di istituzioni centrali e periferiche, così come di giuristi e medici, e tra quest’ultimi moltissimi dovettero convenire sui limiti della conoscenza di segni certi della morte. All’inizio del XIX secolo, il legislatore napoleonico fu il primo a tentare di offrire una netta risposta legislativa alle istanze popolari quanto medico scientifiche, e lo fece con il suo celebre codice civile del 1804, che imponeva l’attesa di 24 ore dalla certificazione del decesso, e soprattutto con il successivo codice penale del 1810, che puniva come delitto specifico la sepoltura prematura, ovvero la sepoltura prima del decorso delle 24 ore. Tuttavia, il dibattito giuridico proseguì con toni ancora molto forti per tutto il XIX e buona parte del XX secolo, richiedendo al legislatore come all’interprete nuovi interventi. Servendosi anche dell’interpretazione offerta da Sigmund Freud al topos non solo letterario del “sepolto vivo” nel suo “Das Unheimliche” del 1919, si cercherà di analizzare due brevi racconti particolarmente emblematici dell’intreccio di temi letterari divenuti di moda e di complessi problemi giuridici e medico legali cui si chiedeva di dare più rassicuranti risposte. Si tratta di Rage et impuissance del 1836 di un giovanissimo Gustave Flaubert e di The Premature Burial del 1844 del già famoso Edgard Allan Poe. Entrambi incentrati sulla vicenda di uomini sepolti vivi, ma al tempo stesso scritti con obiettivi molto diversi e risultato di altrettanto diverse scelte letterarie, i due racconti esprimono l’estrema varietà di significati che questo oscuro timore aveva finito per assumere nella società del XIX secolo.  In particolare, essi descrivono con efficacia il filo sottile sul quale dovette procedere la cultura giuridica e il legislatore, i quali, nonostante i notevoli condizionamenti sensazionalistici e la dubbia attendibilità di molti contributi tra i quali non fu facile districarsi, pure non poterono sottrarsi ad una sempre più pressante richiesta di regole e garanzie.

 

Cristina Ciancio è Professore Aggregato di Storia dell’esperienza giuridica presso il Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza dell’Università degli Studi del Sannio. È stata Faculty Visitor presso la Law Faculty dell’Università di Cambridge (UK), e più volte borsista presso il Max Planck Institut für europäische Rechtsgeschichte di Francoforte. Tra le sue ultime pubblicazioni, la monografia “Il momento della morte come evento giuridico. Definire, tutelare, gestire fra Ottocento e primo Novecento”, Bonionia University Press, Bologna 2017, e il saggio “Requiescant in pace. Alcune osservazioni sulla protezione del cadavere nel Regno d’Italia” nella raccolta di saggi da lei curata, “La morte nel prisma criminale”, Historia et Ius, Roma 2016. 

"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.