Piazzetta G.Romano, n.15, 82037 Telese Terme, BN  P.I.01283530622

Honesty

Valutazione attuale:  / 6
ScarsoOttimo 

 

Vorrei che si smettesse di dire che la vita è una cosa e che la morte è un’altra cosa.

Vorrei una vita che, come la morte, avesse una stazione alla quale scendere.

Vorrei che la vita, come la morte, non fosse di nessuno. E che fosse di tutti.

Vorrei redarguire le ossa e portamele lontano, in un terreno di fossa.

Vorrei fare fatica ad arrivare dove la morte ci mette un attimo.

Vorrei guardare tutto quel che ho guardato e dimenticare, come ha fatto mia madre.

Vorrei centrare il mondo sul mondo, non su me stesso.

Vorrei farti vedere i danni dell’Amore, e scriverti molti anni dopo.

Vorrei schiumare come schiuma e gemere come latrina, ma vorrei esistere ancora.

Vorrei che le parole le portasse via il vento d’autunno. Lo senti arrivare?

Vorrei sparire dopo una sbronza, una poesia, una favola. Honesty.

Vorrei una vita sulle palafitte, una testa sul legno da ardere, un’idea sublime.

Vorrei che i miei amici non fossero più tali, altrimenti credono che io sia con loro.

Vorrei giudicare il giudizio al verso d’una poiana, quando tramonta il sole.

Vorrei farti vedere quel che sono diventato: un angelo col rossetto sulle labbra.

Vorrei che mi abbracciassi quando sono morto. Solo allora servirà a qualcosa.

Vorrei sforzarmi di morire, ma non ci riesco. Forse sono troppo vivo.

Vorrei ma non posso. Forse sono troppo vivo per essere veramente tale.

Vorrei segnare la fine di questa Storia, per chi si aspetta una fine.

Vorrei tranciare di netto il cordone ombelicale. E morire. E rinascere.

Vorrei tornare alla notte della mia vita, come sono diventato, germe di un verme.

Vorrei l’apice sul quale restare solo, dove non sta nessuno, a stento c’è posto.

Vorrei piangere la mia morte, non per tristezza, ma per far compagnia a chi piange.

Vorrei restare con la foto dei tre moschettieri al tavolo di una libagione infinita.

Vorrei le uova del perdono, schiuderle e trovarvi la sorpresa di un bambino che ride.

Vorrei l'onestà, "una parola così solitaria", difficile da descrivere, difficile da dimenticare.

 

 

 

 

You have no rights to post comments

Il Blog di Felice Casucci

Presidente della Fondazione Gerardino Romano

Accedi

"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.