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Il Natale a volte

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A volte il Natale porta molti pesi.

Pesi grandi che le braccia più robuste

non possono reggere. E le menti barcollano.

A volte la pioggia e il gelo tolgono il respiro.

Puoi trovarti in un luogo preciso e non essere

da nessuna parte. A volte il Natale non sta

dove dovrebbe stare: tra i diseredati, gli ultimi,

nel brulichio delle tendopoli, nelle folle in cammino.

A volte il Natale non ha proprio alcun senso!

Diventa un’abitudine che a te pare illuminare il cielo,

ma il cielo s’illumina da solo, nel buio profondo, con

la sua luce bella. Non c’è bisogno d’inquinare il pianeta

per fare un Natale che vale per così poche persone.

Il vero Natale sta in bilico sul filo dell’equilibrista,

sta sempre per cadere e certe volte cade. Lo puoi

seguire in diretta sulla trasmissione del cuore,

in ogni stagione dell’anno. Il vero Natale si trova all’angolo

della strada, nella svolta tortuosa della nostra vita. Non è

un dono già confezionato ma quello che puoi costruire

con le tue mani e puoi regalare solo alle persone che

sanno di te almeno quanto tu sai di loro. Il vero Natale

ha le ali e porta le parole: le solite parole di ognuno

volano tanto in alto che possono udirle tutti da lontano.

Ci si chiede se il Natale esista per diventare più buoni o si

diventa più buoni per consentire al Natale di esistere.

Non cambia molto. Non si possono servire due padroni.

E se è vero che obbedire è degli schiavi, servire dei re,

non si può servire qualcuno senza obbedire a una legge morale.

La mia legge dice che non si deve fingere a lungo e che

bisogna rivelarsi per come si è, fragili, imperfetti,

insani e peccatori, con il cappello dei pensieri in mano ad

elemosinare un piccolo aiuto. E non aver paura di naufragare.

Il Natale a volte è un’imbarcazione, altre volte è il mare.

 

 

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Il Blog di Felice Casucci

Presidente della Fondazione Gerardino Romano

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"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.