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Alfa persona

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Qualcosa di potente di unico di fenomenale, un barattolo di vetro che rotola vuoto sul bordo di una vasca nel fumo d'acqua calda. Testa d'uomo, poi teschio vuoto nel chiuso di una bara. Alfa persona. China che imbratta le pareti di legno e polvere dove i bambini di una scuola materna esultano le loro creste, levandosi al ritmo dei passaggi a livello. L'esplosione del corpo di un terrorista nella stanza da letto, con la faccia a posto e un odio viscerale verso se stesso, mentre la banca gioca in borsa e apre sportelli sotto casa. Chi vede e chi sente. Alfa persona. Perdersi i nascondigli nel "gioco delle perle di vetro", perdersi gli eroi nelle fonti letterarie. Souvenir da un letto d'ospedale con le rughe bianche delle lenzuola che coprono l'attimo trascorso per sempre. La libertà ignora il carcere, la vita ignora la morte, mentre si cercano con affanno e violenza. Bombardamenti sui muri di una città esausta. I ragni custodiscono un futuro remoto caduto in rovina (chi vede e chi tocca: in genere, molte regole corrispondono a molta pubblicità). Alfa persona. Malattia ittiforme di emigrazione per guerra, epidemia e fame. Ganimede, il principe satellite, bello come un mortale, che versa la coppa colma di lodi sulla traccia sfavillante del suo rapimento, ai piedi della vite in forma d'aquila, per riferire agli ottusi che ogni bellezza si paga. Un taglio angolare in una sosta irregolare, pus e avvenimenti ottenebrati. E ancora il pugno di una foto, la legge dell'arreso dominio dell'uomo sull'uomo (pedinati, ascoltati, manipolati sulle pensiline di una fermata senza gli speroni della storia). Alfa persona. Colei che assiste dalla strada espone i simboli d'autorità, forme di repressione allo spaccio nelle ultime puntate dell'ordine curricolare. Non vedo chi possa salvarci da tutto questo. I morti fanno a gara per assicurarsi un ex-voto alla De Pretore Vincenzo. Sono morti e non spiegano la forza cromatica, con quei colori come cariche disperse nel nucleo onnisciente. Un neozelandese naturalizzato britannico, disse un centinaio di anni fa che una cosa è la fisica un'altra la raccolta dei francobolli. I miei morti, nel loro misero giorno, stanno seduti allo scrittoio, con la lente d'ingrandimento nella mano ben curata, mentre io ho le orbite impresse di ricordi, detergenti al plastico. Nessuna risposta. Alfa persona. Mio nonno (a proposito di saluti) era un "alfista", ma mi riferisco alla prima lettera dell'alfabeto greco, una vocale ancipite, aspra, di timbro medio, la vocale di una lingua fenicia, mediterranea, dove oggi si spara inarcando le ciglia. L'aleph fa fatica a tornare al suo posto. Nessuna letteratura può descriverla, si tratta di una pietra angolare venduta all'emporio cartaginese, dove attinsero Plauto e Sant'Agostino. Alle rovine di un alfa-beto di pietra lunare. Bisogna ricorrere a posti ignoti per scoprire quelli noti, all'eccezionalità per scorgere la normalità. E farvi festa, una gran festa di persone, come puzzle cristallini, secreti da una grotta di Violapoli. Dall'animazione all'anima: una scelta coraggiosa. Alfa persona. Miserere negli androni dei palazzi in costruzione, periferie di terza generazione, "mangiato dal male, esiliato tra ignota gente", come nella Fortezza Bastiani accadde al maggiore che non volle fuggire la morte. La mosca che ronza nell'intestino, dentro cespugli di stelle cadenti. Tendere l'orecchio e scoprire un batterio che supera il confine settentrionale per entrare negli spazi del dolore, così dolcemente distesi che sembra impossibile rinunciarvi. Alfa persona. Il mio amico Antonio, che fa il sarto, e conosce le fiabe di Andersen e quel finale a sorpresa. "Il re è nudo". Nelle "Notizie dal diluvio", Ripellino avrebbe scritto: "sarti forniteci tuniche declamatorie, / toghe da baccellieri, quaresime, involucri eguali, / bucce, spoglie e sudari per condannati che aspettano l'arrivo di Tamerlano". Ma c'è chi vi si sottrae. La poesia della Carofiglio propone ("Togli la toga, con me"), l'uomo cerimonioso dispone. Ha chili di ragione la sua poesia: "Asimmetrico squilibrato sproporzionato il mio pensiero / quando ascolto la cenere intorno alle persone / una polvere fitta di pensieri, vestiti di giudizi, pregiudizi e vomito". Brava Giusy! L'ora è passata, ma ancora sono qui a chiederne il motivo. Si resta in contatto, come a un telefono dal fronte, anche dopo che la bomba è caduta e la comunicazione definitivamente interrotta. Alfa persona. Sterile inganno la vocazione all'ardimento del pensiero inerte. Medita Seifert: "Un avventuriero pigro s'è seduto sulla riva". Poggiare il capo tra le braccia mozzate della Venere di Milo: " è questa, / la vera sua missione". Alfa persona. Ancora, e sempre. I girini non stanno nella rete. Chi scrive sopra le parole ne tace il significato.

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Il Blog di Felice Casucci

Presidente della Fondazione Gerardino Romano

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"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.