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Il dono del tempo

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Il tempo non ha fretta: chi ha fretta non ha mai tempo. Ciò di cui si ha bisogno arriva all'improvviso, dopo un lungo penare. E peregrinare. Spazia dal centro dell'essere e lo rende umano, come una deflagrazione che separando i pezzi li ricompone in una dimensione nuova. Il tempo è pace, con se stessi e con gli altri. Per assaporarlo occorre togliere dalle sue fauci la dinamite di un risultato grondante di malattie. Ogni uomo ha una sua misura. Questo non significa che ogni uomo abbia il suo prezzo. La follia è portarsi per mano ad uno sconosciuto e pretendere che decida per noi. L'altro viene dopo, come dopo aver cucinato si compone la tavola per l'ospite. Prima bisogna aver cura di noi stessi per poter prestare attenzione al mondo delle intemperie, non disgiunto dai piccoli accadimenti nei quali cerchiamo vanagloria. Non ci si soffermi troppo, perciò, sul ciglio di ogni espressione contraria, non si avversi troppo il futuro. Quel che abbiamo ci deriva da quel che siamo, e che siamo anche quando perdiamo la strada. Le formidabili menti ci chiedono di tenere in ordine la nostra mente, non abbandonarla nelle mani del primo venuto. Non si può che essere d'accordo con loro. Nessun uomo è da buttar via e nessuno è in grado di salvarlo. Ma il pendolo del tempo continua ad oscillare e una decisione bisogna pur prenderla: da un lato l'invocazione d'aiuto, dall'altro il soffocamento delle parole. Cosa dire a chi soffre per lascito ereditario? Non gli si può dire di uscire da sé e inoltrarsi per strade che non conosce, non gli si può dire che il mondo delle intemperie è inesistente, non gli si può dire che il dolore purifica. Ogni giorno ed ogni notte colui che soffre rischia di perdere la bussola. Il suo tempo non ha mai fretta, lo aspetta al varco, lo aggredisce per derubarlo. Il tempo della sofferenza è addirittura immobile, si contraddice pur di affermare le proprie ragioni. Allora bisogna rivedere il punto di partenza del nostro ragionamento, pur vero, pure ispirato dal buon senso, perché il buon senso lega i pezzi di una struttura edile o le parti di una sentenza ma non tiene insieme una vita che va in frantumi. Di torsioni infinite è composto il finito. Chi può farcela? Chi non vuol vedere o chi vuole togliersi la benda dagli occhi? Forse non cambia molto quando si è davanti al plotone di esecuzione. Ma una differenza sento che esiste, ne avverto la profondità. Cerco di indagarla, scendendo in essa con tutto il corpo indolenzito. Esistono due mondi, oltre ai miliardi di mondi incomprensibili in questo momento. Il mondo eretto a sistema ed il mondo scoperto, il mondo cioé delle ferite sanguinanti, al quale non è riservato neppure il diritto alla riservatezza o al silenzio. A questo secondo mondo ci volgiamo rassicurati, prendendo a prestito le illusioni e le competenze del primo. La via di mezzo è assai stretta, bisogna calarsi parecchio, diventare un soffio di vento per indagare le fessure di quel mondo. La porta che conduce dall'altra parte è difficile da trovare, sembra l'indovinello di una fiaba, ma aspetta solo di essere spalancata. Quel che ci sarà consentito di vedere non ci piacerà: la morte e la vita, l'ingiuria del tempo e la sua diffamante ironia, la violenza e la manomissione dei corpi. Eppure quel che vedremo è quel che ci unirà per sempre. Capiremo l'unità d'essere uomini , la solidarietà d'essere uomini. Capiremo che il tempo, il poco tempo rimasto, va donato.

 

 

Commenti   

# Tempo per la vitafranco 2015-01-07 11:51
Tempo per la vita

Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

Poesia degli indiani d’America sull’uso del tempo
# à-Dieumaria zarro 2015-01-07 11:27
Credo che la pratica di apporre una benda sugli occhi del condannato a morte sia stata introdotta non tanto a tutela del condannato, quanto, piuttosto, a “tutela” dei componenti del plotone di esecuzione, perchè non venissero bloccati, durante l’esecuzione della fucilazione, da uno sguardo “interrogante”. L’altro, chiunque altro, sconvolge, lacera la stessa presenza dell’io a se stesso, risvegliandolo dal sogno della propria identità. Lévinas chiarisce bene che l’altro non è “colui che risponde”, quanto, piuttosto, “colui che chiama”. La risposta viene dall’io che si costituisce come “responsabilità”, obbedienza all’appello dell’altro. L’alterità fa esplodere la presenza, ci mostra la temporalità come diacronia, aggiunge Derrida, che da Lévinas imparerà a pronunciare la parola “addio” in modo diverso: “à-Dieu”. (continua)
# à-Dieumaria zarro 2015-01-07 11:26
(...)

L’ad- Dio come idea di infinito, accoglienza di qualcosa che non si può “padroneggiare”. Saper “lasciare” fa tutt’uno con l’abbandono, con il dono, con il perdono. Grazie per la tua filosofia intessuta di poesia. Maria.
# "Chi ha tempo.."PATRIZIA BOVE 2015-01-07 11:24
Chi pensa di avere tempo davanti a sé brucia le ore, vive di fretta, ingurgita i giorni con voracità e li digerisce a malapena… Chi sa di non poter più contare sul tempo invece centellina i minuti,distende il più possibile le ore, si attarda,assapora ogni attimo, anche quando quell’attimo è un momento di dolore.“Il tempo della sofferenza è immobile”, l’hai detto tu…
# "Non aspetti tempo.."PATRIZIA BOVE 2015-01-07 11:21
Ma qual è la vera dimensione del tempo?Perché la sua percezione cambia nelle varie fasi della nostra vita? Perché le poche volte che ci fermiamo a misurarlo immancabilmente finiamo con l’esclamare sbigottiti: “ Ma è di nuovo Natale”? E invece quando siamo in un momento di difficoltà aspettiamo impazienti che passi “a nuttata”che sembra infinita? “Il tempo non esiste: è solo una dimensione dell’anima”, sostiene Sant’Agostino, eppure noi tutti facciamo i conti con questa “unità di misura” della nostra vita, l’unica a non fare differenze nè di genere nè di razza. L’unico metro incorruttibile ed insensibile a qualsiasi sollecitazione esteriore. Forse per questo il tempo è così prezioso!Perché ci restituisce la nostra umanità, perché ci dà contezza dei nostri limiti,perché,rubandoci l'esteriorità, ci lascia soli con le nostre verità...
# …il tempo, il poco tempo rimasto, va donato.Giuseppe Bruno 2015-01-07 11:20
Cos’è il genere umano visto dall’alto? Nulla (o meno). Un terremoto, uno tsunami o quello che vuoi, (comunque anch’esso piccolissimo), è stato, è e sarà. Casualità o causalità? Come quando, semplicemente camminando, schiacci un formicaio: nulla per te è successo, anche se loro, le formiche, accorgendotene, sembrano impazzire. Quale realtà è vera? Quale tempo è vero?
Scendendo da questa visuale (a qualcuno può dare le vertigini) veniamo a noi e alle nostre “enormi” distanze che ci separano… tutto è relativo, è vero; ma a ciò, non contenti, noi, “esseri evoluti”, abbiamo voluto(?) aggiungere il denaro, non avendo, forse, già abbastanza problemi senza.
Ora le componenti del problema o meglio della situazione, diventano due: tempo e denaro!
Il tempo va donato come la ricchezza (anche intesa in senso lato) va distribuita: la realtà (quale?) non è sempre così ./.
# …il tempo, il poco tempo rimasto, va donato.Giuseppe Bruno 2015-01-07 11:18
...tuttavia, riallacciandomi al Tuo testo, è anche vero che ognuno coglie e fa sue, solo, le cose per le quali è pronto. Il resto, pur essendoci, sempre e comunque, passa inosservato dal limite umano.
Andare oltre i bisogni, per smontare ogni parola consumata, non lasciando che il silenzio diventi ego… forse così, si potrà scoprire che il non possesso è di gran lunga meglio dell'avere.
Un abbraccio.

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