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Il mio Sole sei Tu

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A tutti quelli che hanno vissuto, che vivono e che vivranno. Buona vita! Nessuno muore, se chi vive ne ha cura, scrissi ad Ezio molti anni fa. Sia così. Ognuno prenda su di sé la fiducia nella vita, ne faccia uno strumento di esaltazione della propria personalità, seguiti il suo percorso, senza presunzione, con orgoglio. I titoli, la ricchezza, il potere non contano nulla. Quel che conta è far pace con se stessi e scendere nel cortile ingombro della vita con un’idea precisa nella mente: “Il mio Sole sei Tu”. Non aver fretta di rivelarlo, non aver paura di professarlo. Nessuno corra davanti ad un altro, se la soluzione è fuggire. Aver paura alimenta la paura. Chi ha vissuto, chi vive e chi vivrà. Tutti gli essere umani attraversano le montagne delle insormontabili difficoltà, con il proprio piccolo zaino in spalla, come soldatini di piombo su cui passa la mano di un’infinita carezza. Le scodelle della prima colazione con il latte e il pane raffermo, mia madre sveglia da tempo quando m’alzavo al mattino, l’odore di tabacco in casa, quel penare che ci accomunava al giorno sporgente dei nostri specchi, ogni ricordo sembra non essere mai diventato realtà. Eppure è la nostra vita. L’unica della quale possiamo discutere. La mano nella terra ha mosso i semi, non li ha dispersi. Non si può sperare in una sorte migliore di quella che ci è toccata. Stringerci gli uni agli altri, le dita serrate di un Corpo Universale. Camminare insieme, con i nostri minuti scaduti, insieme a chi è vissuto, a chi vive e a chi vivrà. Cantando una canzone. Per farci coraggio o per piangere le lacrime del cuore, quelle che non hanno nessuna parola in grado di raccoglierne il peso. Siamo umanamente incolmabili. Per questo ci sentiamo vuoti. Sempre privi di una parte della nostra forza. Ma oggi, in questo lascito ricevuto e donato che è la nostra vita, scorgiamo una luce che ci accomuna, una sorta di eroica lungimiranza, impalpabile al tatto, priva di onori e cimeli, una luce che spezza le catene, simile al vento nel cielo delle nuvole, un soffio sulle labbra di chi ha vissuto, un bacio sulle labbra di chi vive, un suono sulle labbra di chi vivrà. Oggi che la Passione si macchia di sangue, scorre un fiume lento fino a noi, si rapprende ai nostri piedi e ci fa inginocchiare, col capo chino. Pace! A Te che ascolti e non ci conosciamo, per esserci trovati, perduti e mai incontrati.

 

 

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Il Blog di Felice Casucci

Presidente della Fondazione Gerardino Romano

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"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.