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Notte senza

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Avviso ai naviganti: la bufera di un volto nello specchio ha travolto gli argini del cielo.

Tu sei il perfetto che manca quando non c’è.

Tutto è così fugace! L’unica cosa che può renderci definitivi è un gesto personale di umanità. Sereno, autentico, privo di complicità manifeste. Ai giovani ho restituito la vita ricevuta da loro: un’allegria fraterna. Quel che conta è non sentirsi soli, come asfissiati. Non perdere la strada. In queste casi, infatti, si commettono errori grossolani, a volte irreparabili. Voglio che i miei ragazzi appuntino le parole dell’apprendimento su una corda di sole che gli consenta sempre di guardare verso l’alto e di protendersi ad un miglioramento di se stessi, in una scena d’unità tra lo spirito che li sostiene e la luce solare. Li ho amati tutti, indistintamente, vedendone il lato migliore, per farlo vedere anche a loro. Farli stare insieme. Ecco il mio sogno! Non doverli lasciare all’impiego ben riposto delle rispettive incertezze. Abbracciarli idealmente, in un’iniziativa associativa di mutuo soccorso, germe di solidarietà da coltivare nel tempo.

Mi affido a te perché so che non potrai deludermi. Neanche se lo volessi.

Poi passa. Tutto passa. A cominciare da chi ti parla. Con le sue note dolenti, il magma di interessi che produce una goccia alla fontana del sapere, il corpo che invecchia e non fa a tempo a scendere la pendenza che gli si para davanti. Tutto è già buio, mentre la canzone del coro mette una pezza alla fine dei colori.

La torta fredda di fragole ha la consistenza della gelatina, con una neve dolce intorno alla dimora principale, i cespugli di una rosa dei venti mossi dai versanti della padella alla foto che m’inviasti. Io non so niente.

Direbbe Francesco De Sanctis alla sua allieva Virginia Basco: “ama”.

L’allegria? Essere vicini. Un riflesso condizionato alla gioia delle impagabili presenze. L’istanza associativa, di cui ho detto, nasce da quel che manca. Ripetere molte volte la stessa frase, sotto voce. “La solitudine è la forza che ci tiene insieme, perché sappiamo che la compagnia, gli uni degli altri, è un modo per riposarla”.

La libertà dello spirito umano ha sempre uno stile che ne dà conto, una forma intima ma una forma.

L’amore di Dio si muove in te, come la stella su cui s’inerpicò Dante per guardarLo da vicino.

Lucio Battisti che duetta con Mara Cubeddu, dopo aver messo da parte i panni dell’imperturbabilità. Forse due mondi che non s’incontrano, forse due o più persone arrotondate in una sola, alla ricerca di risposte.

Freschezza leggerezza devozione. Notte senza.

Assopimento dei fornelli accesi, della testa sul cuscino, della matita verde nella mano.

L’evidenza è un segreto. Chi cerca di tradurre l’intraducibile ottiene il risultato contrario, rendendo misterioso quel che appare evidente. La cronaca s’avventura su questi luoghi impervi, divenendo ingiuria.

Continuo a vivere nella condizione innaturale di chi, per vivere, assiste incline ad ogni bugia.

Nell’ordine sparso dei pensieri, i piccoli ingressi s’aprirono tutti insieme e ne uscirono variopinte farfalle di gioia. Mille e più. Come pensieri, che continuarono a fluttuare nell’aria.

L’isola del tesoro dello scozzese Stevenson era la lettura preferita. Aveva le illustrazioni di Minton e la brossura rigida, che pesava tenerla nascosta nei pantaloni quando si andava al bagno della scuola.

 


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Il Blog di Felice Casucci

Presidente della Fondazione Gerardino Romano

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"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.