Piazzetta G.Romano, n.15, 82037 Telese Terme, BN  P.I.01283530622

Telese Terme

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Storia di Telese Terme

Il comune di Telese (oggi Telese Terme), adagiato nella valle del Calore a 30 km da Benevento, ha origini antichissime.
La vita dell'uomo nella valle telesina è attestata da numerosi reperti archeologici, tra i quali una "mandorla chelliana" conservata nel Museo antropologico di Parigi; dei "raschiatoi" della tecnica Mousteriana; una bellissima testina di lancia detta di Telese; la capanna-ovile, rinvenuta in contrada Montepugliano; la "palafitta" scavata in agro a Castelvenere nel 1898, che ha posto seri problemi agli studiosi circa le origini etniche della popolazione.
Proprio la scoperta di questa palafitta ha comunque consentito di stabilire che proto-pelasgi, venuti in seguito ad immigrazioni di liguri (che si trasferirono alcuni secoli prima della nascita di Cristo in tutto il Sannio) abbiano abitato la valle telesina.
Per quanto riguarda l'origine del nome, Telesia, i pareri sono controversi. Qualcuno l'ha posta in relazione a Giove Telesio, venerato nell'Arcadia; altri invece pensa che sia una derivazione del verbo greco "teleo" che significa "iniziazione ai misteri"; il che farebbe ipotizzare una denominazione derivante dal fluire delle acque solforose che, grazie alle loro qualità terapeutiche conosciute fin dall'antichità, spinse gli abitanti della zona ad offrire sacrifici di ringraziamento agli dei.
Telesia, comunque, cominciò a fiorire dopo le guerre tra i sanniti ed i romani, assumendo anche importanza come nodo stradale, tanto che Annibale nel 217 a.C. la conquistò per avere via libera verso Capua. Divenne poi colonia romana con il nome di Herculia e fu mezzo di espansione della civiltà e della potenza romana, specialmente quando fu costruita la via Latina o Prenestina che da Roma portava a Benevento, e che sbocciava a Telese da Alife.
Dopo la caduta dell'Impero romano iniziò per Telesia la storia fatta di soggezioni, sottomissioni e distruzioni: fu dapprima conquistata dai Goti e poi dai Longobardi, che nel VII secolo la fecero sede di gastaldato nel principato di Benevento. Devastata dai Saraceni nell'847 e nell'863 e da due terremoti nello stesso periodo, risorse subito dopo. Nel XI secolo Telese fu conquistata dai Normanni e venne poi incorporata nella Contea di Caserta, con le terre frazionate tra diversi tenutari e possessori. Fu poi completamente annientata dal terremoto del 1349, che secondo la maggioranza delle tesi fu all'origine dello sgorgare delle sorgenti solfuree.
Più precisamente, con l'evento sismico del 1349, alle falde di monte Pugliano la roccia si squarciò ed in più spunti iniziarono a zampillare fiotti di acqua sulfurea; tutta la parte del territorio telesino chiamato "acqua fetente" si cosparse di esalazioni di anidride carbonica, le cosiddette "mofete" particolarmente letali per la respirazione. Intorno alla pericolosità di queste acque cominciarono a diffondersi varie leggende, così che in pochi anni il paese venne abbandonato. Gli abitanti si allontanarono preferendo abitare nelle zone circostanti: sorsero così nuove cittadine, mentre si ingrandivano quelle esistenti come Cerreto, Solopaca, Massa Superiore, Vicus S.Fremundi.
Dopo un periodo di tranquilla e modesta evoluzione si arriverà al 1806 per intravedere un certo risveglio nella Valle Telesina.
Con l'avvento dei francesi, il Regno di Napoli fu diviso in 14 Province, con a capo un Intendente: le Province in 42 distretti e 2500 Comuni che furono regolati da Ordinamenti Municipali.
Telese, a livello di frazione, fece parte del Decurionato di Solopaca (Capoluogo di Distretto), nella Provincia di Terra di Lavoro.
L'unità d'Italia sancì questa situazione: Telese rimase frazione di Solopaca, ma nella nuova provincia di Benevento.

"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.