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Afrodite

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C'è una barca alle mie spalle: "una barca immobile sul mare immobile ai confini del cielo".

C'è il sole, i suoi gradini, da salire e scendere correndo, come un cane in cerca di speranze.

C'è una canzone, una coppa colma d'ebbrezza, che ferisce apertamente la mano.

C'è il mondo. Senza di me. Qui imperversa il cielo, la scodella, la fetta sottile che ci è data.

C'è Afrodite, nata dal seme che il mare fa spuma, una scorta di bellezza per i giorni a venire.

 

 

 

 

L'indimostrato

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L'indimostrato appare agli occhi. Come stelle di terra. Vite passate. Storie rubate. "Io so. Ma non ho le prove" (Pasolini, 1974). Ora, la soffitta è piena di queste cose. Se qualcuno li vede, i sogni non bruciano meno. Hanno costruito dei luoghi per guardarli, in assenza d'aria. Si chiamano luoghi di pena. Il tempo è un imbuto. Inutile viverci a lungo. Endecasillabi sciolti. Come capelli passati per le armi. Qualcuno rallenta, Da fuori, non c'è un fuori. Liberi e reclusi. Troppo sole ovunque. Accecati. Nebbia di una sigaretta. Serve la gola agli impiccati. Hanno ancora un nome? Andare andare. L'assoluzione? Non è una buona notizia, ma la fine di una cattiva notizia. Inutile far finta di niente. Chi entra nel mondo di dentro, esce da quello di fuori. La linea curva non ha angoli, la sua vita appartiene a tutti, la sua notizia è cibo d'ascolto. Non si possono sentire sempre le stesse parole. Si ricomincia ogni volta. Piccole cose che diventano grandi nell'oscurità della democrazia. Anche un portafortuna può morire. Dopo il carcere, le persone fanno tardi. Pensano: che bello il cuor leggero! Pensano a quel modo preciso di vivere nel disordine, di affidarsi al caso. L'indimostrato appare agli occhi, come la vigilia del bosco, sotto al quale l'innocente stanotte dormirà. In una bocca di fuoco

 

 

Dedica

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Si tollera l’intollerabile e la vita può non esserne violata.

Si tollera l’ingiustizia, che è la più odiosa delle cose.

Si tollera la morte, inattesa intollerabile mancanza.

Si tollera il dolore da noi stessi provocato e il non poterlo cambiare.

Si tollera la fine dell’amicizia, che richiederebbe invece una rivolta.

Si tollera la rappresaglia, il furto, la macchinazione.

Si tollera la malattia e l’impossibilità di curarla, anche quando è provvisoria.

Si tollera la parola negata, la storia dimenticata.

Si tollera il sospetto, la falsità e il pregiudizio.

Si tollera la rovina, quel lasciarsi a poco a poco o d’improvviso.

Si tollera il possesso del bene proprio, che è la più illusoria delle cose.

Si tollera l’inverno muto della primavera di Shelley.

Si tollera l’insonnia e l’oscurità da cui sembra tornare.

Si tollera il tradimento del mondo nel labirinto che sembra giustificarlo.

Si tollera il rumore secco del bruciare un sogno cullato insieme.

Si tollera la spina e l'infinita pena, la solitudine di una chiave d'accesso.

Si tollera tutto, con la testa tra le mani, il cuore altrove.

Quel che non si tollera è pronunciare il Tuo nome senza una risposta

 

 

Il giudizio dei tempi

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Annichilisce il giudizio dei tempi.

Certosini, colletti bianchi e mani sporche

Aguzzini, che praticano la vita a danno di chi la merita

Arrotini, che affidano al taglio la propria arte

Assassini, malfattori confusi tra la folla

Portantini, che prestano il servizio come una servitù.

E in mezzo, nel mare oscuro e affamato,

Frotte di portoghesi, che viaggiano senza pagare il biglietto

Molestatori, giurassici, inventori d’immagini

Ganimedi, ascensoristi, calmieranti e spacciatori.

Per ultimi, sul fondo del mare oscuro e affamato,

Laici dal turpe aspetto, sapienti in filigrana, traumatizzati

Topi di fogna che hanno fatto della condizione marina una specie

Convenuti, miseri, folli, filantropi, orfani dalle tenere foglie ed angeli

 

 

Vecchi

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Vecchi tubi catodici di parole parole e parole

Vecchi rubacuori al giro di boa blind man’s buff

Vecchi oratori di astuzie e paure

Vecchi sismografi nel movimento istantaneo della solitudine

Vecchi ritornelli di voci alleate alle voci

Vecchi girovaghi di speranze filiali

Vecchi aratri in un solco di terra

Vecchi anelli generazionali legati stretti

Vecchi risvegli prima di partire

Vecchi frustini nelle mani dementi dei vecchi

Vecchi lembi di giostra under milk wood

Vecchi sudici e cadenti mimi

Vecchi aerei un paracadute un uomo

 

 

"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.