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Elogio dell'inutilità

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Voglio elogiare l'inutilità del vivere. La sola cosa utile che ho scoperto è che si può fare a meno di tutto, tranne che della vita. Questo non depone nella diversa direzione dell'utilità. Il bello della vita si può assaporare se si esce fuori dalla logica del guadagno di un qualche risultato. Nessuno ha potere sulla vita inutile. In questo risiede il bello. Ma cos'è la vita? Il nostro lascito quotidiano, la nostra amarezza quotidiana, i simboli spenti e riaccesi, l'orgoglio nefasto, la ronda che ci tiene svegli, il palcoscenico da cui recitiamo e cadiamo, la calma e l'intelletto, il cuore e lo stomaco, il candore di alcune perversioni, la solitudine, l'eco di una giornata felice. Non sono io a dover dire ma gli altri a dover ascoltare il mio silenzio. Continuamente io ascolto le parole negate di molti che si sono allontanati per sconosciute destinazioni. Provo a cumulare le offese i danni che ho subito, ma nulla vale il respiro che mi è stato offerto dal gesto sublime e inutile dei miei genitori, intenti solo a se stessi nell'attimo del concepimento. L'inutilità, dunque, mi riguarda da molto vicino. Non vedo ragione per coltivare la speranza che qualcosa cambi. Tuttavia, alla sommità di questo necrologio del senso comune, si colloca la malinconia, la preghiera, la poesia. Mi ritrovo sospeso in me stesso con una voglia matta di sorridere al mondo e di fare del mondo una circonferenza di fuoco nella quale rotolo fino allo spasimo, traendo dal corpo, da esso solo la felicità. Sarò, come al solito, ricoperto di cielo, il mio cielo qualunque che al sole nasconde una furtiva presenza ospitale, la mano di coloro, tutti coloro che si sono dati almeno una volta la mano nella vita, la catena sublime e inutile della forza umana lasciata a sgocciolare sulle nostre povere teste insane, malate d'amore e di necessità controverse, le nostre povere teste rivolte a Dio. A Lui soltanto.

 

 

 

Presentazione Blog

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Benvenuti sul mio Blog.

Questo blog  nasce con l’intenzione di creare uno spazio aperto e comune, dove discutere, scambiare opinioni, confrontandosi liberamente, cercando di condividere i risultati di un’esperienza culturale fortemente partecipativa.

Come primo post ho deciso di pubblicare il mio intervento tenuto in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2007/2008 dell’Università degli Studi del Sannio, intitolato “Etica Letteratura Diritto”, nella speranza che vogliate preliminarmente esprimere commenti ed osservazioni.

Il lavoro ha riguardato l’apporto che la letteratura può offrire ad uno studio dei fenomeni giuridici, per un’accresciuta consapevolezza etica. Attraverso la tecnica della citazione ho avviato una profonda revisione dei temi dell’umanesimo giuridico e delle scelte estetiche ad esso collegate. La letteratura consente di raggiungere una mirabile condizione senza scopo, nella quale il nutrimento delle opportunità delinea il bene e il male della vita umana nelle giuste proporzioni, per una consapevolezza etica delle nuove generazioni.

Ringrazio sin d’ora chi vorrà contribuire ad arricchire lo strumento del dialogo, ai fini di una legalità dello sviluppo non astratta ma vicina ai bisogni delle persone e dei territori che in essi vivono.

 

 pdf-file-icon  "Etica Letteratura Diritto"

 

 

 

 

"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.