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Basta non parlare delle ferite. Anche se il sangue scorre lo stesso. Una forma di saggezza? Una forma di povertà intellettuale? A me non spetta che pronunciare le parole che scorrono nel vortice del sangue occulto, indicando a chi resta (spettatori sempre più ridotti) una libertà d’azione inesausta che pronuncia le simpatie del verso. Non esistono vincitori in questa corsa alla morte. Cospargere di sangue mistico i confini dell’altare su cui ci immoliamo. Lasciare “gocce di splendore” sulle bocche dei vibrafoni zittiti dal tempo, recuperando al “mestiere di vivere” i pochi attimi di dignità che ci sono consentiti. Non fare sfoggio di cultura, la cultura non è uno sfoggio. Non invocare la dismisura, gli eccessi hanno scopi abietti. Non rimuovere l’umano, anima di zuffa che vive relegata in una cantina profonda. Aver presente poche regole per sorridere al sole, come un grappolo d’uva prima della vendemmia. E non pensare a quel che sarà, già consegnato nelle mani infuocate della riscossa planetaria. Poi c’è chi chiama, il figlio lontano, la notte stellata, gli amici perduti, a costoro tutti rendere copiosa testimonianza, non con parole, che servono a poco, ma con gesti consueti, come sbucciare una mela e metterla nel piatto perché qualcuno mangi, anche se non è il figlio, non è la stella, non è l’amico. Far tesoro di pochi generi: tra questi il vino di Solopaca, nel giorno in cui Luigi partiva e Marco veniva, staffette di un sogno destinato a restare, a gemere, a svegliare coloro che dormono, a quest’ora del giorno ancora dormono. Perciò, non bisogna sprecare nulla, neppure il minuto secondo del balbettio che precede il silenzio eterno. Un balbettio indifferente alla ruota del mondo, che pure l’aiuta a camminare fin qui. E dire grazie. Molte volte grazie.

 

 

Commenti   

# preghieramaria zarro 2015-01-07 14:24
"Grazie" e "prego" sono le parole che custodiscono la Bellezza, invocazioni del sacro, battito di luce. "Grazie", ovvero "ricevi il Bene". "Prego", ovvero, "così sia" e chiedo anch'io che sia, rimettendo in circolo l'Amore, perchè Amore sia restituito all'Amore con Amore e l'offerta divenga dono da moltiplicare. Molte volte grazie. Maria.

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"Dal volgersi delle cose al rivolgersi ad esse" -  F. C.