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rilettura_classici"Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire."

 

La Fondazione Gerardino Romano invita a rileggere e approfondire le parole che hanno fondato il pensiero occidentale. L’opportunità (unica nel suo genere) vuole stimolare a frequentare i classici in maniera seria e rigorosa. La Fondazione mette a disposizione di chi vorrà servirsene, la propria sede e le proprie risorse bibliografiche. I testi fondamentali del nostro patrimonio culturale saranno riletti minuziosamente alla luce della più aggiornata letteratura critica; si terrà in estrema considerazione la genesi del testo e la sua ricezione. Chiediamo, a chi voglia intraprendere tale percorso, rigore e umiltà; il primo indispensabile per uno studio serio, il secondo necessario per attivare un continuo sforzo ermeneutico. L’iniziativa apre un luogo di confronto necessario a pesare il degrado civile e culturale del nostro tempo. Salvaguardare tale patrimonio significa custodire il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro. Non ci proponiamo alcun fine di mera erudizione ma la testimonianza di un pensiero radicale, che trovi nei classici nuovi sguardi sulla realtà. Si potrà, legittimamente, obiettare: a cosa serve? A cosa serve rileggere tanto Omero quanto Virgilio? Risponderemmo: a nulla, ma probabilmente è proprio quel nulla che abbiamo dimenticato e che non ci consente di ritrovare la ragione del nostro stare motivatamente insieme. In questo ambito la Fondazione si rende disponibile a letture mirate presso le scuole, le università e i centri di formazione professionale, privilegiando l’approccio pedagogico per sperimentare linee di sviluppo sostenibile legate alla consapevolezza culturale e territoriale in un contesto globalizzato.

 

“M’accorgo che Leopardi è il solo nome della letteratura italiana che ho citato. Effetto dell’esplosione della biblioteca. Ora dovrei riscrivere tutto l’articolo facendo risultare ben chiaro che i classici servono a capire chi siamo e dove siamo arrivati e perciò gli italiani sono indispensabili proprio per confrontarli agli stranieri, e gli stranieri sono indispensabili proprio per confrontarli agli italiani. Poi dovrei riscriverlo ancora una volta perché non si creda che i classici vanno letti perché «servono» a qualcosa. La sola ragione che si può addurre è che leggere i classici è meglio che non leggere i classici. E se qualcuno obietta che non val la pena di far tanta fatica, citerò Cioran (non un classico, almeno per ora, ma un pensatore contemporaneo che solo ora si comincia a tradurre in Italia): «Mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando un’ aria sul flauto. “A cosa ti servirà?”  gli fu chiesto. “A sapere quest’aria prima di morire”». (I. Calvino, Perché leggere i classici, in Perché leggere i classici,  Milano, 2002 pagg. 12-13). 

 

Tale progetto è in corso di svolgimento con l’Istituto Telesi@, e costituisce un modello di impegno concreto, dettato dalle nuove generazioni, per un’etica pubblica promossa dal basso secondo una logica che inaugura sul territorio le buone pratiche. La nutrita partecipazione degli studenti al menzionato Progetto di Rilettura dei classici che si tiene al di fuori degli orari scolastici, dimostra che la voglia di apprendere e di migliorare il livello culturale è molto avvertito dagli stessi studenti della scuola e costituisce un segnale incoraggiante per il futuro.

 

L’iniziativa è stata inaugurata, il 9 ottobre 2010, dal prof. Nicola Sguera, docente di Storia e di Filosofia, che ha tenuto una lezione dal titolo “Dimenticare Platone”.
Il secondo incontro del 23 ottobre 2010 è stato offerto dalla Prof.ssa Maria Zarro, docente di Filosofia e Storia, che ha analizzato “Il problema platonico della poesia attraverso la lettura del mito della caverna”.
La successiva lezione, tenutasi il  6 novembre, è stata curata dalla prof. Antonella Argenio la quale ha tenuto un incontro dal titolo “Kalliopolis e forme di governo storiche: un confronto”.

 

 

        pdf-file-icon  Programma 2010/2011

 

 

Per maggiori informazioni: contattaci

 

 

 

 

 

 

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